All’assalto delle miniere
La russa Norilsk è impegnata in una guerra di offerte e contro offerte con la svizzera Xstrata per acquisire la canadese LionOre, La storia la trovate su questo articolo:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=auRSdqTG4Ijk&refer=home
La vicenda ha attratto la mia attenzione per una serie di motivazioni, si tratta infatti di una guerra per il controllo della leadership nel mercato del nickel, specialità di tutte le tre parti coinvolte. Questo non-ferroso al Lme si è praticamente raddoppiato nell'ultimo anno, risultando il più solido della sua categoria. Norilsk è il leader mondiale del nickel, mentre Xstrata (dopo l'acquisto di un altro colosso canadese, Falconbridge, nel 2006) è al quarto posto.
Dunque queste sono alcune rapide considerazioni:
Norilsk non è capace di generare crescita per linee interne, la sua produzione è stabile e concentrata su asset russi, mentre LionOre possiede miniere in varie parti del mondo, il cui output è in crescita
Nel settore minerario in generale, e nel nickel in particolare, vi è un consistente e permanente sbilanciamento dell'equilibrio domanda/offerta, a favore della prima: in pratica è molto più comodo crescere per acquisizioni, piuttosto che tentare di trovare e avviare nuove miniere. Si tratta di un tipico schema del turbo-capitalismo di questi anni, piuttosto che costruire nuovi asset, investendo pesantemente con esiti e tempistica incerta, si compra ciò che esiste già.
I che può avere una sua precisa logica, in un settore dall'offerta rigida, o semi-rigida, come quello delle commodities minerarie, l'effetto moltiplicatore sui prezzi è notevole.
In questi deal vi è stata spesso una gurre di bidding e contro-bidding. Ciò da una parte segnala una situazione al limite dello speculativo su un comparto in piena guerra competitiva per creare dei degni rivali di BHP-Billiton e Anglo-American, dall'altra secondo me indica una certa incertezza nel valutare questo tipo di asset, anche per i maggiori esperti al mondo del settore.
Infine partiamo da un discorso specifico sulla realtà canadese: l'industria mineraria locale, adesso estremamente florida dopo anni magri, sta venendo comprata massicciamente da player esteri. Ciò ha reso il Tsx una delle borse più ribollenti del mondo (date un'occhiata alle capitalizzazioni su www.fibv.org ). Ancora una volta torna il leit-motiv dell'M&A come uno dei principali fattori dell'azionario a livello mondiale. Dunque non pare insensato cercare per investire piazze dove ci sono comparti con titoli piccoli in settori in consolidamento...così tanto per saltare di palo in frasca dalle miniere a qualcosa di opposto, uno dei primi che mi vengono in mente è il lusso quotato a Milano.


